Anthologhìa

Quello che amo raccogliere, i miei fiori scelti. In ordine sparso.

Jan 03
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Fragilità

[…] Un giorno, eravamo andati al Tuscolo. In mezzo ai ruderi dell’antica città, lui camminava silenzioso e assente. Io dietro e seguivo il ritmo del suo passo. Ero solo, come lui. A un certo punto, guardando dei papaveri impolverati che nascevano ai piedi di un antico muro, mi sembrò che al mio passaggio si ravvivassero e mi rivelassero un segreto: erano solidali con me, non dovevo sentirmi solo. I papaveri, un fiore così fragile che non si vende e non si compra! Quella fragilità mi capiva e mi ricordava l’amore di Dio, un amore che ha bisogno della mia accoglienza. Ecco qual era la fonte della mia energia.
Un faro nella mia notte
Tanino Minuta